La tradizione del Carro di Mirabella

Anche quest’anno, puntualissima, durante i festeggiamenti per la Madonna Addolorata, il 16 settembre c’è stata la tirata del Carro di Mirabella.

L’evento, sempre attesissimo dagli abitanti della cittadina irpina, attrae ogni anno più pubblico anche grazie alla qualità della lavorazione della paglia, che solo pochi anni fa ha destato molto entusiasmo alla fiera europea della paglia.

La tradizione del Carro, divenuto vero e proprio simbolo di Mirabella, da cui anche il nome dello shopping village, nasce alla fine del diciassettesimo secolo, quando alle offerte votive personali a Maria Santissima Addolorata per ottenere protezione e comprensione, si sostituisce un’unica offerta comunitaria.

Il Carro, alto circa 25 metri, con uno scheletro di travi lignee e ricoperto di 150 pannelli di paglia lavorata a mano, sormontato dalla statua della Madonna, ha attraversato ancora una volta le strade del borgo trainato da 3 coppie di buoi e da 38 funaioli che tirano altrettante funi di canapa da 50 metri ciascuna.

Vari artisti si sono occupati nei secoli dell’aspetto dell’obelisco, fin dalla sua prima progettazione veramente artistica del 1869, portando a cambiamenti, miglioramenti e innovazioni continue. Oggi il Carro ha l’aspetto che gli diede a metà degli anni venti Luigi Faugno.

Quest’anno oltre all’eccitazione e alla gioia, durante la “grande tirata” si sono vissuti momenti di apprensione quando il Carro è stato danneggiato. Si hanno infatti notizie di soli due occasioni in cui la struttura sia caduta, nel 1881 e del 1961, secondo molti annunciando rispettivamente la carestia che colpì l’Irpinia nel 1882 e il terremoto del 1962.

Per questo motivo anche lo smontaggio dell’obelisco ha richiesto più tempo dell’usuale e la discesa della Vergine prevista per il 21 settembre è stata fatta slittare al giorno dopo, per poi tornare, come di consueto, alla chiesa dedicata alla Madonna Addolorata.